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Mochipet Randbient Works 2002 polka electronic death country |
Cercate un disco frutto di pura follia
criminale traslato in audiofrequenze? Oppure volete vendicarvi di qualcuno
senza usare metodi brutali o spangisangue? Supponendo che le onde sonore
(come quelle luminose) siano onde per l'appunto e non corpuscoli, di armi
"improprie" ce ne sono tante e una di quelle che riteniamo sarà pertinente
alla vostra vena sadica o tutt'al più autolesionista si sta per paventare
fra qualche riga. Ebbene no. Mochipet non è il
sideproject elettroindustriale di Laura Pausini e neanche quello di
Alexia. Ma in fatto di atrocità questa splatter-composer alquanto oscuro
ed eclettico per definizione vi farà rabbrividire almeno quanto quelle due
amenità canore citate. Abbiamo provato a chiedere il motivo che spinge a
tanta violenza. La risposta? "L'ho composto a casa di Molly e di Dave"
(!), afferma l'ignoto CuccioloMochi. Dire che si tratta di IDM sarebbe
limitativo. Per cui preferiremo non classificare questo "Rambient Works 2002" se non con una locuzione
coniata dal cucciolo in una boriosa sequela di guaiti: "Polka
Electronic Death Country". Non sappiamo nulla sul quadro clinico di
questo groover, ma più sembrano frutto di bizzarrie più le tracce si
collocano ad alti livelli sinestetici. L'equipaggiamento è abbastanza
risicato. Un campionatore, molti suonetti presi dalla gloriosa dx4 o
qualcosa che somiglia a quel soundbank e una pletora di hit di batteria
elettronica sapientemente decostruiti e riassemblati. La intro spiazza
parecchio: due voci proclamano l'incipit, quelle che sembrano provenire
dalle glottidi di una nonnapapera dell'Illinois, di un cronista sportivo
preso di acidi e di uno stuntman di un poliziesco televisivo, i cui
commenti "sdrucciolati" si scontrano con un intermezzo ill-hop che ricorda
i dj-set di Dj Wally del laboratorio
Quatermass. Ottimo l'attacco strumentale delle
Avventure del Flamenco Boy, in cui una chitarrina gitana e una
svernata berbera intessono un groove de-costrutto e cinematico.
De-costrutto perchè vagamente ricorda gli esperimenti in casa Tigerbeat e certo istrionica affezione per la
sinestesia di Juno Reactor, cinematico perchè
sembra il seguito fantascientifico della Battaglia di Algeri, con un cast
di gremlins. E visto che di battaglie abbiamo fatto cenno, immaginate
durante l'ascolto di Dorboro -ritmi decostrutti su fraseggi di
banjo, spari di fucile e campanellini di latta-, uno squinternato generale
Lee a promuovere una nuova marca di tabacco della Virginia arrotolato (il
termine cigarette forse non esisteva al suo tempo e neanche gli spot
pubblicitari presumibilmente). Dal set delle guerre di secessione
all'epopea di Gilgamesh in chiave ultramoderna il passo -si sa- è davvero
breve: in Dessert Search for Techno Baklava, tra sferragliate di
jungle e una nota arabesque choppata come i messaggi di Saddam Hussein in
audiotape, sarete calati in un ambientazione spy-camel. E ancora l'Aladino
di plastica del McMeal (Plastic Carpet Ride), il backstage di un
incontro di wrestling (Backyardwrestling..... non ascoltatelo in
casa.... qualcuno potrebbe, minacciandovi con un kaimano, chiedervi con
garbo di abbassare il volume!), il Telegatto a Kojak (Fix it With
Autotune), un'inquietante incubo da ridimensionamento al micron
durante un'improbabile escursione in una discarica di rifiuti tossici
(Nanu Nanu), l'audizione per una rivisitazione in dialetto nuorese
di una rappresentazione teatrale di Monzaemon
Chikamatsu (Audition) o l'amore struggente tra una
quattordicenne e il suo tamagotchi (Clap Along Then...). Avrò reso
l'idea di cosa ascolterete? Per quanto improbabili vi possano sembrare le
mie descrizioni, questo cd va ascritto fra i tentativi di indicare una
nuova direzione all'IDM, più burlonesca e "leggera" forse, ma sicuramente
divertente. Quello che avrebbe suonato un immaginario rendez-vous fra
Wheater Report, il Louis Armstrong di Hello Dolly!, Aphex Twin e
Merzbow!!!! Da ascoltare tutto d'un fiato (a meno che non soffriate di
emicrania cronica)! Divertenti i giochini/esperimenti (trichioedono il
plug-in Flash) audio sul sito dell'artista: http://www.mochipet.com
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01.Mochi
What? |
Pagina a cura di Vito Camarretta 24 / 04 / 2003